ACQUACHETA’S WATERFALLS

Bianco e nero, freddo e caldo, dolce e amaro. Gli opposti, spesso si attraggono ma spesso (più di quanto crediamo) accade che uno prevalga sull’altro. Nell’ultimo periodo ho visitato molte città, ed è per questo motivo che una domenica mattina ho deciso di cogliere al volo la possibilità di visitare un luogo immerso nella natura e lontano dalle bellezze cittadine.

Mi sono così imbattuto nelle cascate dell’Acquacheta (mi vien da pensare all’acquaragia e non so perché). Sono situate sull’Appennino tosco-emiliano, esattamente nella località di San Benedetto in Alpe e hanno un salto massimo di quasi 100m!

Parcheggiata l’auto in uno dei parcheggi del paese, il sentiero è ben indicato e soprattutto  abbastanza lungo (5km circa). La fatica sarà ben ricompensata. Sin da subito, infatti, ci si imbatte in verdi acque cristalline che fanno venir voglia di tuffarsi!

Il sentiero è in salita all’andata e…in salita al ritorno. Non so come sia possibile ma vi giuro che è così. Poco male!

Procedendo lungo il percorso si giunge al punto panoramico da cui vedere la cascata in tutto il suo splendore, ma non è questo di certo il punto più bello. Arrivare di fianco alla cascata lo è!

Si continua e si giunge ad una cascata minore. Per proseguire, e lo scrivo a caratteri cubitali, SI ATTRAVERSA IL RUSCELLO! Già, bisogna saltellare da una pietra all’altra nel ruscello per giungere all’altro lato del sentiero senza bagnarsi. Unico lato positivo: assumere pose alla kung fu panda (ovviamente il panda imbranato, non il combattente).

Continuando il sentiero si giunge ad una porta ranch style, dopo la quale smarrirete la via per 15 minuti. Bisogna proseguire diritti, scendere la collinetta e seguire il ponte. Ponte di legno e rumore di acqua fanno presagire poco di buono. Il passo si fa sempre più lento, il sentiero fa una piccola curva e…passata la curva…c’è il fianco della cascata a 100m!

Il rumore dell’acqua che impatta sulle rocce, un ruscello verde cristallino sul fondo e la natura che la fa da padrone. Impossibile dire altro, una droga per tutti i sensi.

Mi siedo e resto immobile, pietrificato e affascinato. Non riesco a pensare a nulla. Un raggio di sole attraversa la curva d’acqua ed illumina i gradini della cascata svelando uno di quei percorsi creati per le fiabe dei bambini. Lo guardo e l’acqua sembra creare figure che lo attraversano: alcune camminano sole, altre in coppie. Alcune impersonificano artisti e camminano su e giù dalla cascata. Una di queste mi invita a restare…dovrei accettare!

 

 

Come arrivare: in auto seguendo la A14 con uscita Forlì-Cesena Nord, proseguendo poi per la E45 e successivamente la SS67 fino a San Benedetto in Alpe dove si trovano le cascate. In treno, fino a Forlì-Cesena e poi proseguire in bus fino a San Benedetto in Alpe.

Cosa vedere: naturalmente il sentiero lungo circa 6km per arrivare alle cascate e le cascate stesse.

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